Googlando un po’ mi sono imbattuto nell’ottimo e risolutivo post di tale Pál DOROGI che ha scritto una patch per poter compilare il Client 4.8.02 in Karmic
L’articolo è molto ben scritto e fornisce una spiegazione dettagliata del perchè il client non compila con il nuovo kernel. La vecchia struttura net_device è stata rimpiazzata dalla nuova net_device_ops.
Questo genera errori di compilazioni simili a questi che seguono
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c: In function ‘interceptor_init’:
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c:132: error: ‘struct net_device’ has no member named ‘hard_start_xmit’
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c:133: error: ‘struct net_device’ has no member named ‘get_stats’
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c:134: error: ‘struct net_device’ has no member named ‘do_ioctl’
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c: In function ‘add_netdev’:
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c:271: error: ‘struct net_device’ has no member named ‘hard_start_xmit’
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c:272: error: ‘struct net_device’ has no member named ‘hard_start_xmit’
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c: In function ‘remove_netdev’:
/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.c:294: error: ‘struct net_device’ has no member named ‘hard_start_xmit’
make[2]: *** [/home/giovanni/Downloads/vpnclient/interceptor.o] Errore 1
make[1]: *** [_module_/home/giovanni/Downloads/vpnclient] Errore 2
make[1]: uscita dalla directory «/usr/src/linux-headers-2.6.31-11-generic»
make: *** [default] Errore 2
La patch da applicare al Client Cisco (file interceptor.c) è la seguente
Per applicarla basta scaricarla nella cartella in cui è presente la directory vpnclient/, ed eseguire i seguenti comandi
cd vpnclient
patch < ../2631.patch
sudo ./vpn_install
A questo punto tutto dovrebbe funzionare come al solito, basta semplicemente avviare il client VPN (/etc/init.d/vpnclient_init start) e connettersi (vpnclient connect PROFILO)
Sometime happens!
E si può in effetti capitare di dover installare l’odiato Windows su un pc con a bordo Linux
Si sente spesso parlare del caso contrario ma per lavoro mi è successo di dover installare WinXP sul mio laptop con sù Ubuntu Jaunty.
Grub
Il problema?? Se installiamo WinXP su una partizione del nostro PC, l’intelligentissimo installer di casa Redmond non fa il detect dei sistemi operativi, sovrascrive l’MBR e al reboot (dopo 1 ora e 1/2 di installazione) ci ritroveremo senza la possibilità di avviare la nostra distro Linux preferita (Ubuntu ?!?!)
quello che segue è un altro metodo funzionante (testato 2 gg fa)
Una volta avviato il livecd Ubuntu (la cosa funziona con qualsiasi altro livecd, a meno di usare l’utenza root al posto del comando sudo), bisogna come prima cosa montare la propria root partition (nel mio caso sda1, sostituire con la propria unità) sulla directory /mnt/root (o una qualsiasi da creare a piacimento)
sudo mkdir /mnt/root sudo mount -t ext3 /dex/sda1/mnt/root
Di seguito è necessario montare gli pseudo filesystem proc e dev all’interno del mount point appena creato
sudo mount -t proc /mnt/root/proc
sudo mount -o bind /dev /mnt/root/dev
Ora che ci siamo chrootati nel nostro root file system è necessario eseguire i seguenti comandi grub per ripristinare l’MBR
sudo grub
nella console grub> dare i seguenti comandi
find /boot/grub/stage1
dovrebbe ritornare qualcosa del genere (hd0,0) ovvero l’equivalente in grubiano del device sda1 (la root partition)
root (hd0,0)
la scansione deve riconoscere il fs e la partizione
setup (hd0)
Quest’ultimo comando sovrascrive e ripristina l’MBR (nota che il setup è fatto su hd0, ovvero nel mio caso il disco sda)
Nel caso si voglia predisporre il dual boot con Win basta semplicemente aggiungere l’entry relativa a Windows nel file /boot/grub/menu.lst. Sostituire la label (hd0,1) con quella corrispondente alla partizione su cui si è installato Windows.
(hd0,1) corrisponde a sda2.
Comando in chroot: sudo vi /boot/grub/menu.lst
title Windows
root (hd0,1) makeactive
chainloader +1
A questo punto si può riavviare e avremo come boot loader il classico Grub con l’entry per Windows (premere ESC per vedere le opzioni di boot)
Chiaramente la procedura vale anche se avete cancellato/modificato l’MBR per qualche altro motivo.
E’ già da un po’ di tempo che Google ha rilasciato la versione Linux di Chrome.
Questa versione è una build in-progress, il che implica che è potenzialmente affetta da molti bug, incompleta e (forse) non consigliata per l’uso quotidiano (vedi about:linux-splash seguente)
This is an in-progress build of Google Chrome on Linux.
We are still working on many pieces, in particular:
Plugins (e.g. Flash) are partway implemented and will cause frequent crashes. Use –enable-plugins to turn them on if you’re ok with that; the browser is otherwise quite stable
Printing
Other parts of the browser are notably incomplete, poorly tuned and broken. User beware!
Detto ciò… io lo uso già da un po’ di tempo e funziona alla perfezione!!
I tempi di avvio e caricamento delle pagine sono anni luce avanti anche a quelli di Firefox3.5
L’integrazione con Gnome direi che a questo punto si può definire molto soddisfacente.
Chrome su Ubuntu 9.04
Per chi è impaziente e vuole provare, di seguito il link al .deb per Ubuntu
L’installazione del .deb andrà ad aggiungere in automatico i repo Google ad Ubuntu, in modo tale da essere sempre allineati con gli aggiornamenti.
=== Tips&Tricks ===
Abilitazione Plugin Flash Nella build Linux di default il plugin per vedere i video flash è disabilitato (ancora incompleto e sotto test). Personalmente a me non da nessun problema, perciò consiglio di provare ad usarlo con questa opzione.
Per abilitarlo basta creare un launcher di Chrome (sul desktop o sul pannello) e aggiungere al comando del launcher l’opzione –enable-plugins.
Di qualche giorno fa un interessante articolo uscito su Phoronix.com che compara, usando la suite Phoronix (scarica qui), le performance della ultima nata in casa Ubuntu (Jaunty) e quelle di Mac OS X 10.5.6
Ad essere onesti MAC OS X sembra molto performante; tra le aree in cui Ubuntu in effetti è più indietro c’è il 2D e il 3D (problemi noti con chip Intel), encoding audio ed anche un problema di performance con SQLite
SQLite è alla base di mooltissime applicazioni OpenSource, vedi Firefox, Exaile, f-spot etc. etc.
there is a serious performance regression that adversely affects SQLite’s performance in the Linux 2.6.26 through 2.6.29 kernels. Ubuntu 9.04 is using the Linux 2.6.28 kernel and is impacted by this serious bug. Fortunately, it is corrected in the Linux 2.6.29 kernel and later, but unless manually switching to a newer kernel, users will need to wait for Ubuntu 9.10.
Come puntualizzato questo problema è una regression nel kernel 2.6.28 che “monta” Jaunty ed è stato corretto nel treno 2.6.29; il problema è che il 2.6.29 sarà disponibile con Karmic 9.10
SQLite performances
Per chi volesse aggiornare il kernel Ubuntu è possibile scaricare il .deb QUI; ho installato personalmente il 2.6.29.3 (linux-image-2.6.29-02062903-generic_2.6.29-02062903_i386.deb) e confrontato i risultati di Phoronix test suite con il vecchio e il nuovo kernel (solo per le performance di sqlite)
NB: ho usato la versione 1.8.1 per i test, l’articolo di Phoronix usa la 2.0 che è in beta
giovanni@alligatore:~$
giovanni@alligatore:~$ phoronix-test-suite benchmark sqlite
[...]
Current Description: This is a simple benchmark of SQLite. At present this test profile just measures the time to perform a pre-defined number of insertions on an indexed database.
====================================
SQLite (Run 1 of 3)
==================================== Test-Time: 115.325220108 Seconds
====================================
SQLite (Run 2 of 3)
==================================== Test-Time: 112.609052896 Seconds
====================================
SQLite (Run 3 of 3)
==================================== Test-Time: 121.753247023 Seconds
####################################
SQLite:
Test Target: Default Test Directory
giovanni@alligatore:~$ uname -a
Linux alligatore 2.6.29-02062903-generic #02062903 SMP Mon May 11 14:20:34 UTC 2009 i686 GNU/Linux
giovanni@alligatore:~$
What Does It Mean To Be Free? - “We’re Linux” contest winner
What does it mean to be free?
Free is being able to choose,
To choose your own space to be in,
To form your surroundings in a way
that will make you take the best out of you.
Free is to say no,
It is to be able to choose your limits
to stretch them to a place only you can create
and change them when you feel they no longer fit you.
Free,
is to say whatever you want,
to whomever you want,
and however you want.
Free,
is to know that you have a different option.
[aggiornato il 5 Agosto 2009 - vedere in fondo al post]
Antefatto
In seguito ad una richiesta di cambio operatore ed una conseguente offerta di retention accettata, ci ritroviamo tra le mani un Samsung Omnia i900 brandizzato Fastweb e purtroppo lockato.
Le SIM di altri operatori sono inutilizzabili, non è possibile telefonare se non con la scheda “di appoggio” Fastweb
Soluzione
Dopo aver letto di improbabili aggiornamenti di firmware e aver ricevuto riposte negative dagli esperti di settore (”nun se po’ fa… nun ce sta er software”)
La soluzione è banale e soprattutto FUNZIONA!!
La riporto a beneficio di chiunque si è incastrato nel mio stesso problema.
Innanzitutto è necessario inserire nell’Omnia la scheda di “appoggio” dell’operatore che ha lockato il tel, nel mio caso Fastweb.
Recuperare poi in questa pagina l’ MNC (Mobile Network Code) e l’MCC (Mobile Contry Code) relativi all’operatore in questione (sezione Italy).
Nel caso di Fastweb i numeri richiesti sono quelli di H3G, Fastweb è un MVNO (Mobile Virtual Network Operator)
codice: 22299
A questo punto non resta che inserire la scheda Fastweb e seguire i seguenti passi
digitare il codice *7465625*638*#
vi sarà chiesto di inserire il codice MNC/MCC, ovvero 22299ed il nuovo codiceNCK (Network Code Key) necessario per lo sblocco ;)
Io ho inserito 12345678, ma credo possa essere inserito un qualsiasi numero
digitare ora il codice#7465625*638*#(Attenzione!! diverso da quello del punto 1)
inserire l’NCK settato al punto 2 (12345678) per sbloccare la SIM
A questo punto mettete la vostra SIM e riuscirete a telefonare :)
Enjoy!
[UPDATE]
Ecco una lista esaustiva di codici per telefoni Samsung
La procedura ha funzionato con gli operatori Fastweb, Tre, Wind, Vodafone (vedi commenti)
Riporto un utile commento di Raffaello riguardo l’aggiornamento dell’Omnia
Confermo che il mio samsung omnia i900 è tornato ad essere un normalissimo cellulare come qualsiasi altro che compri, praticamente se si vuole un cellulare sbrandizzato all 100% basta aggiornare la rom (firmaware -software -sistema operativo o come vogliamo chiamarlo)senza fare la procedura del codice.
Voglio precisare una cosa che con lo sblocco a cifre sopra citato si sblocca solo l’allaccio alla rete, quindi potremo solo chiamare e ricevere chiamate e non oltre, in compenso il cellulare resta coperto dalla garanzia della ditta che ve lo ha fornito,wind ,3, tim, omni, fastweb o non so!!
Invece con l’aggiornamento della rom avremo un cellulare come comprato non brandizzato ,solo che faremo decadere la garanzia.